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Contenuto

Ambiti e contenuto

Il Fondo conserva principalmente documentazione relativa all'attività accademica, professionale e di ricerca di Angelo Mangini, con particolare riguardo per il periodo 1928 - 1987 e, in minima parte, carte di carattere personale e familiare. Si tratta prevalentemente di:

  • Corrispondenza ricevuta e minute (lettere, cartoline, biglietti, telegrammi).
  • Taccuini e quaderni di laboratorio.
  • Note e bozze per la stesura di opere e contributi.
  • Documentazione amministrativa e storica sulla didattica, le docenze, la Commissione d’Ateneo, i Dipartimenti, la Facoltà.
  • Relazioni scientifiche e richieste di contributi, contratti e borse di studio che testimoniano gli stretti rapporti con il CNR.
  • Un cospicuo numero di estratti di articoli e pubblicazioni.
  • Verbali e atti di concorsi (concorsi a cattedre, concorsi aggregati, concorsi assistenti).
  • Materiale riguardante gli innumerevoli convegni a cui il professore aveva partecipato sia come organizzatore che come relatore.

La corrispondenza è indubbiamente la parte più consistente e più rilevante dell’archivio, che documenta i rapporti personali e professionali di Mangini con colleghi universitari e scienziati italiani e stranieri, tra cui Premi Nobel come Giulio Natta, Daniel Bovet, Derek H. J. Barton, Ernst Boris Chain. Con il Cnr, in particolare con Vincenzo Caglioti; con gli Organi universitari per questioni riguardanti l’organizzazione e la didattica (come l’importante riforma del 1960 del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica); con l’Accademia Nazionale dei Lincei ed altre Accademie e Associazioni scientifico – culturali, italiane e straniere, delle quali era stato nominato membro. Pochissime le lettere di carattere personale e quasi tutte concentrate nella busta contenente la documentazione del viaggio in America, dove dalle lettere dei figli e degli amici traspare una piccola parte della vita familiare del Professore.

Alcune buste, infine, contengono diapositive (prevalentemente grafici di supporto alle lezioni o alle dissertazioni presentate ai convegni), bobine di film e fotografie (soprattutto foto di gruppo in occasione di convegni e manifestazioni).

Criteri di ordinamento

La prima fase dell’intervento archivistico ha dato luogo alla redazione di un elenco di consistenza, una prima rilevazione di ordine generale, provvisoria e sommaria, destinata a raccogliere dati sintetici su consistenza, cronologia, ordinamento, presenza o meno di corredo, aspetti organizzativi e logistici della conservazione.

L’archivio è apparso subito già abbastanza organizzato. Da fonti di ex allievi e collaboratori si è accertato che unica responsabile della documentazione del professore era la sua instancabile segretaria, la signorina Giovanna Bisoli. L’indicazione della destinazione delle carte appuntata, in diversi casi, a pennarello rosso, la raccolta della corrispondenza prevalentemente per oggetto e l’organizzazione dei documenti in fascicoli e sottofascicoli con l’indicazione, nella maggior parte dei casi, dell’oggetto e degli estremi cronologici, ha fatto pensare, infatti, ad un ordinamento coevo alla produzione delle carte.

La documentazione è risultata condizionata in faldoni, nella maggior parte dei casi con l’indicazione originaria dell’oggetto. Solo una piccolissima parte dei documenti era depositata sciolta sugli scaffali degli armadi ed è stata poi opportunamente ricollocata. L’operazione di ricondizionamento ha previsto la conservazione dei faldoni originali, l’eliminazione di elastici e cartelline di plastica, la sostituzione delle camicie deteriorate.

Si è preferito adottare una schedatura analitica per singola unità archivistica, rilevando il titolo, le date e la tipologia documentaria. I criteri di ordinamento delle unità seguono, quando possibile, quello originale attribuito dallo stesso soggetto produttore. In particolare i criteri originali sono cronologico o alfabetico. Dove non è stato possibile applicare l'ordinamento originale, si è adottato di norma un criterio cronologico o cronologico "ragionato", che tiene conto delle originali aderenze tra un fascicolo e l'altro, anche se in alcuni casi si creano dei salti temporali.

Per ogni unità considerata si è deciso di rilevare:

  • il numero di corda progressivo per faldone (attribuito).
  • l’indicazione del numero di fascicoli e degli eventuali sottofascicoli.
  • il titolo (originale del fascicolo o, se mancante, un titolo attribuito), la tipologia documentaria, gli estremi cronologici.
  • le segnature archivistiche originali, quando presenti.
  • note descrittive sulla natura della documentazione, estremi cronologici, eventuali eventi atipici o stato di conservazione.

Nella descrizione delle unità si sono adottati i seguenti criteri:

  • Si è scelto di non suddividere la documentazione in serie omogenee ma si è attribuita una numerazione unica e progressiva per tutto il fondo.
  • I faldoni, i fascicoli e i sottofascicoli sono indicati con numeri arabi in neretto.
  • La numerazione dei fascicoli all’interno di ogni faldone ricomincia da uno.
  • I titoli originali sono posti tra virgolette.
  • I titoli, i dati e le date dedotti sono posti tra parentesi quadre.
  • Quando non comprensibile si è indicata con […] la sospensione.
  • Nelle note sono stati riportati: eventuali allegati alla corrispondenza; annotazioni presenti nel recto e nel verso dei documenti (siano esse di Mangini o di altra mano); informazioni utili a definire ambiti e contenuto del documento.
  • Nella corrispondenza se l'autore ha sottoscritto la lettera con il cognome, con il cognome e l'iniziale del nome o soltanto con il nome, si è cercato, per quanto possibile, di completare l'informazione.

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